AT THE BOTTOM

da "I Bassifondi" di M. Gorky

 

regia Susan Betson
con
Musiche originali

 

 

Il testo nasce dalla rielaborazione in chiave contemporanea di un classico: "I Bassifondi" di Maxim Gorky.
Stanislavskij ne aveva diretto una celebre versione per il Moscow Art Teathre nel 1902, interpretando in modo geniale il personaggio di Satin.
Susan Batson, allieva di Strasberg ed Harold Clurman, e a sua volta insegnante di fama mondiale, decise di scriverne un adattamento per una delle sue prime regie all'Actors Studio. Raggruppò un numero di attori che frequentavano le sue classi a New York e iniziò un lungo processo di ricerca sulle condizioni degli "homeless", meglio conosciuti come "The Mole People", il popolo delle talpe che abitano il sottosuolo della città. Una prima versione di "At the Bottom" ebbe luogo a New York, nella chiesa sconsacrata divenuta il teatro permanente dell'Actors Studio. Era la primavera del '95. Arthur Penn, da poco presidente della prestigiosa e un po' esangue istituzione, caldeggiò il progetto, rintracciandovi gli elementi di passione e fervore creativo che avevano costituito il seme dello Studio. Lo spettacolo suscitò un vespaio di polemiche tra i membri più conservatori e diffidenti, contribuendo alla fama di "enfant terrible" che Susan Batson si era fatta. La produzione non riuscì a transitare nei teatri off-Broadway, anche per il problema di tenere insieme una compagnia di 25 attori, ma diede origine ad una seconda versione di "At the Bottom" che andò in scena ad Amburgo nel novembre del '95.
Questa produzione, protetta dal nome dell'Actors Studio (in quanto diversi membri ne facevano ancora parte), ma interamente nata sotto il segno di "Itaka International Stage Art" vedeva impegnati attori tedeschi e due attori italiani: Riccardo de Torrebruna e Emilio De Marchi. Il linguaggio, un misto di tedesco e inglese, permetteva al pubblico una comprensione abbastanza ampia del testo. Riccardo de Torrebruna, nel ruolo del Principe, poteva giustificare i trascorsi del personaggio, un nobile decaduto, sciorinando anche citazioni in italiano, francese e spagnolo.
Lo spettacolo, messo in scena in una ex fabbrica di munizioni riadattata a spazio teatrale, ha riscosso grande consenso, contribuendo ad alimentare il dibattito sulla condizione degli homeless in Germania e attirando un gran numero di osservatori professionali impegnati nell'assistenza ai vari settori della marginalità.

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