ACTING

 

La parola "ACTING" ("agire") nella lingua inglese ha una connotazione immediatamente attiva, definisce qualcosa che è già in azione. Applicata al contesto di una scena teatrale o cinematografica, implica la necessità di "agire", ovvero di produrre cambiamenti significativi attraverso la propria energia.
La parola "recitazione", normalmente in uso per qualificare il lavoro dell'attore in Italia, non ha la stessa valenza dinamica, ma definisce il processo di  re-citare, quindi citare di nuovo, imparare a memoria, dire con enfasi e altre definizioni affini indicate di norma da un buon vocabolario. Questo concetto  imprime un marchio di staticità, di  retorica e in generale si rifà alla impostazione un po' tradizionale ed accademica.
Una buona scuola  per l'attore deve prevedere un percorso che lo conduca a diventare un "maestro dell'azione", senza snaturare il suo talento e le sue originali qualità forzandole in cliché e stereotipi.
Per questo motivo l' "acting" non è una definizione esterofila, ma è il lavoro dell'attore a tutti gli effetti. Condividere una definizione del genere implica approfondire la ricerca dell'esperienza, studiare l'organicità dei processi psico-fisici-emozionali che determinano la nostra vita, comprenderli per poterli trasfigurare nell'arte del "qui ed ora", l'arte della scena. Per affrontare questo compito è necessaria una buona dose di curiosità, inquietudine, disciplina e umiltà.

 "Amare di più l'Arte in sé stessi che non sé stessi nell'arte", come diceva il vecchio maestro russo K. Stanislavskij.

 

 

 ACTING. (*)  

 

Questa materia intende verificare tre elementi fondamentali del lavoro dell'attore: Ispirazione, Metodo, Partitura del testo. Il nucleo di domande in essa contenute mette a fuoco "quelle condizioni necessarie ad attivare e a proteggere il processo creativo" di un attore, ed è valido sia per il Cinema che per il Teatro.

 

Essa include:

 

1 - TRAINING DI BASE E PREPARAZIONE

 

a) Ricerca dell'energia appropriata per agire. Verifica dei modelli attivi di rilassamento.

 

b) Intensificazione delle finalità creative.

 

c) Esercitazione del "campo di attività sensoriale":  gli elementi fondamentali di un'esperienza fisica      nel contesto di una finzione scenica.

 

d) Indagine sulla dinamica "Bisogno-Azione".

 

e) Analisi del testo in base all' "Azione-Energia".

 

f) Applicazione del metodo delle Azioni Fisiche.

 

g) Osservazione e Caratterizzazione: ipotesi di lavoro. Creare un personaggio.

 

2 - IMPROVVISAZIONI E SCENE.

 

a) Uso dell'improvvisazione per definire il nucleo principale di una scena.

 

b) "Le circostanze date" di un personaggio.

 

c) La Struttura/Partitura di un testo.

 

d) L'Arco di una storia. La responsabilità finale dell'attore. 

 

3 - ESERCITAZIONI SULLA DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

 

a) Scelta di materiali “ad hoc” per l’esplorazione delle potenzialità creative dei partecipanti      ed esercizi progressivi (progressione di lavoro) per padroneggiare il ruolo.

 

4 - FINALIZZAZIONE DAVANTI ALLA MACCHINA DA PRESA

 

a) Consapevolezza del mezzo e adeguamento alle sue caratteristiche.

 

b) Trasparenza (leggibilità) dell'intenzione e del mondo intimo di un personaggio.

 

c) Studio della sensualità e della fragilità come chiavi del "Comportamento Intimo".

 

5 - FINALIZZAZIONE  IN UN PROGETTO ORIGINALE   

 

Questa fase del programma diventerà operativa dopo aver posto le basi metodologiche del lavoro e aver determinato i modelli di riferimento attraverso lo studio di alcuni filmati. La verifica avverrà davanti ad un pubblico invitato per l'occasione e servirà a determinarne le eventuali possibilità di produzione e di circuito.

 

Il programma didattico può essere utilizzato 

 

 

 

 Come pura pratica di addestramento. 

 

 Come verifica dell'efficacia di una metodologia spesso citata, ma mai veramente approfondita e applicata in  Italia. 

 

 Come integrazione alla propria esperienza professionale e conseguimento di nuovi strumenti. 

 

 Come ambito per la costruzione di un progetto. 

 

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